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  Moggiona il paese dei bigonai
ne: Casentino 2000, il mensile per conoscere e vivere il Casentino.

anno XXII - n.246 - Maggio 2014


Moggiona è stato per secoli il paese dei bigonai. Documenti del ‘600 attestano questo antico mestiere artigianale. I bigoni, per chi non lo sapesse, sono contenitori in legno di abete alti 60 – 70 cm, svasati verso l’alto, che venivano utilizzati nella vendemmia per trasportare l’uva dalla vigna alla cantina dopo aver ricevuto una prima pigiatura nei bigoni stessi. In una pubblicazione del 1923 dedicata alle Piccole Industrie del Casentino si attesta la presenza a Moggiona di ben 30 botteghe di bigonai. Le botteghe erano piccoli ambienti ricavati nei fondi della casa, dove, in spazzi ristretti, il bigonaio aveva tutto l’essenziale per la realizzazione dei bigoni: il banco di lavoro, su cui si poneva cavalcioni, il banco di commettitura, la coltellucciera con tutti gli attrezzi necessari al lavoro (coltelluccio, ferrino, caprugginatoio ecc). Ai primi di settembre i bigonai di Moggiona partivano per fiere e mercati per vendere la loro produzione annuale. La materia prima era ottenuta degli enormi abeti della Foresta di Camaldoli, per l’abbattimento dei quali ricevevano uno speciale permesso. Ancora a metà del secolo scorso a Moggiona erano attive 26 botteghe con 50 bigonai al lavoro. Praticamente tutto il paese viveva del mestiere.

L’avvento della plastica decretò la fine della richiesta. Molti bigonai dovettero emigrare in città alla ricerca di nuove occupazioni. Ma chi rimase seppe convertirsi iniziando la produzione di piccoli oggetti in legno di vario genere ma sempre caratterizzati dalle peculiarità del vecchio bigone: doghe e cerchi. Nacque così il periodo detto dei “bigoncini”. Si producevano portaombrelli, mobili bar, mobiletti porta televisore, cassette della posta, ma anche oggetti più minuti come vassoi, portamatite, vasi portafiori, boccali, porta prosciutto ecc. La produzione finiva sulle Dolomiti dove, infiorettata, veniva rivenduta come artigianato locale alpino!

Oggi anche questa seconda fase si è esaurita e i figli dei bigonai sono diventati mobilieri. Ma è ancora possibile, recandosi nel paese, trovare l’ artigiano disposto a realizzare, su specifica richiesta, un bigone o cos’altro.

La Bottega del Bigonaio

Per non perdere memoria di questo antico mestiere, così caratterizzante per il paese di Moggiona, nel centro storico, su due stanze,  è stata ricostruita, da parte della locale Proloco, l’antica bottega del bigonaio ed esposta la produzione.

Questa Bottega del Bigonaio è entrata a far parte, a pieno titolo, dell’Ecomuseo del Casentino  ed è possibile visitarla. Si può anche assistere alla lavorazione di un bigone da parte degli ultimi artigiani. Per info 3343050985.

Danilo Tassini



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